De Bestiarum Naturis 404 – i Fili del Discorso

Non è un animale di carattere, il Discorso. Anzi.

Passa di palo in frasca con eccessiva naturalezza

e lo fa anche quando ha fretta, o dovrebbe averla.

È per questo che alla fine non va mai dritto allo scopo:

si lascia sedurre da un bagliore, da un richiamo,

da ogni piacere imprevisto.

Tutte queste chiacchiere interrotte e sovrapposte,

questo modo canino di seguire le tracce del caso,

andrebbero inesorabilmente disperse

e nessuno ne terrebbe più traccia

se il Filo, un parassita cromatico inverso,

(che, cioè, non si nutre dell’ospite ma anzi lo nutre e lo regola)

non fosse spesso presente a raddrizzare le cose.

 

Ci sono numerose sottospecie di Filo

che pare vadano dritte al sodo

(come i Fil di Ferro, i Cordami Logici e le Frasi Mozze)

ma sono quasi sempre filature grezze,

ruvide e molto spesso fragili.

La specie di cui parliamo, quella detta Filo di Sterne,

produce invece un filo di ottima qualità,

resistente e dalla colorazione decisa

che, da un discorso ondìvago

apparentemente senza meta,

è capace di ricavare un’importante quantità

di senso compiuto.

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“…comme un chien sans maître”

(J. Torma, Euphorismes, Parigi 1926)

I Discorsi e i Fili