De Bestiarum Naturis 766 – l’Acuto

 

Il Pesce Acuto passa la maggior parte

della sua vita a scappare dagli uomini,

perché viene continuamente inseguito e catturato

da flotte intere di pescatori che lo cercano

non per la sua bontà, ma per la sua natura.

Esso, infatti, appena portato fuori dall’acqua,

diventa rigido e secco come uno stuzzicadenti.

Ecco perché, con l’aggiunta di due piombini

 che ne aumentano il peso,

viene utilizzato come freccia in avvincenti partite allo “Spillo”

contro i muri dei bar e delle bocciofile di paese.

 

Oppure, ed è il caso più triste,

l’Acuto viene pescato per rifornire gli Acutomanti.

Questi, infatti, divinano il futuro buttando

decine di questi pesciolini irrigiditi

in una grande ciotola vuota,

nella quale poi  versano qualche goccia d’acqua.

Gli Acuti, sentendo l’acqua,

si agitano e cambiano posizione

per poi irrigidirsi di nuovo quando la ciotola si asciuga.

In base ai movimenti e alle posizioni assunte,

l’Acutomante predice il futuro del mondo

e le eventuali fortune o sofferenze dei presenti.