De Bestiarum Naturis 759 – il Galatosauro Mobile

Una grande meraviglia percorse

lo staff scientifico del prof. Hauser,

quando, nell’estate del 1999,

 scoprì la natura profonda di questa specie di Galatosauro,

da allora detta la Mobile.

L’Hauser, infatti, specialista in Paleogenetica Parallela

e Trasformologia Fossile,

con l’aiuto del dott. A. K. Pedersin

e della prof.ssa Sahara Patarytcj,

scoprì che le numerose ombre fossili

rinvenute nella fragile Baia dei Galati

non portano a supporre la presenza in loco

di 17 individui diversi,

come si era pensato in un primo tempo,

ma sono l’evidenza di 17 pseudo-individui.

In altre parole,

e per la prima volta in assoluto,

sono state dimostrate due cose straordinarie:

anzitutto, la persistenza delle Ombre Fossili

in un singolo locus para-paleontologico;

e, subito dopo,

il fatto che queste specifiche Ombre,

così diverse fra loro,

appartenessero a 17 forme dello stesso individuo.

 

Questo Galatosauro, infatti,

aveva evidentemente la capacità

di modificare il proprio corpo

- e, in particolare, l’apparato boccale –

in modo da essere più efficace nella cattura

e nella masticazione delle diverse prede

di cui, di volta in volta, si nutriva.

 

Segue dettagliata tavola sinottica.