De Bestiarum Naturis 737 – l’Aquilone
Finché li tengono prigionieri
hanno quelle forme geometriche o da drago vecchio...
e poco importa se li decorano
con colori sgargianti e plasticosi
o li uniscono tra loro come stormi di uccelli:
hanno sempre quella faccia lì
e fanno solo dei giri su se stessi, come trottole,
come trottole-cani,
felici per gentilezza, o per generosità.
Ma quando un padrone distratto
se ne lascia sfuggire uno,
quasi fosse un lapsus mentre parla,
oppure, con uno scarto improvviso,
l’Aquilone si libera dal filo che lo tiene,
la sua forma improvvisamente si libera, si apre
e diventa animale, casa, sorriso
o qualunque altra cosa.
Soprattutto, diventa nuvola.
