De Bestiarum Naturis 407 – l’Albero Gigante
Scrive un noto diarista di viaggio:
“Se vi capiterà un giorno di andare sulle Montagne Rocciose, non perdetevi lo spettacolo dell’Albero Gigante nella foresta. Non è facile trovarlo, lo so, ma, se camminerete nella giusta direzione, prima o poi arriverete a un albero gigantesco, che supera in altezza tutti gli altri e che è abitato da decine e decine di piante e fiori, da nuvole di uccelli di ogni tipo. Alla sera, la sua cima è illuminata fin quasi a notte, e laggiù in fondo, alla sua base, scoprirete le tane di almeno mille volpi e tassi, e città immense di formiche nere e rosse, mentre tra i suoi rami intricati nidificano gli scoiattoli rossi e i meravigliosi glaucomi volanti del Nord, che – a gruppi – si tuffano spericolati e allegri da un ramo all’altro, solo per gioco e per sentire il vento.
Vi accorgerete subito anche che il tronco dell’Albero Gigante è quasi interamente ricoperto di muschio come fosse una terza pelle, poiché la vecchia corteccia è la seconda.
Seconda, certo, perché la prima, quella vera, che resta più sotto, quasi del tutto sepolta dalle foglie, dalle tane e da montagne di terra umida e scura, e che s’alza e s’abbassa in un respiro profondo da caverna, la prima pelle è da secoli quella di un immenso alce che, proprio in quel punto si sdraiò per sfuggire ai cani, e non si mosse più. L’Albero Gigante è dunque il respiro della Foresta e sotto i suoi rami, si dice, nessuno è mai stato trovato dai cacciatori.”
Lascio l’Albero Gigante così, esattamente
come si è formato nell’anima del lettore,
e disegno, invece, per come li ho sognati proprio stanotte,
uno di quei Glaucomi Volanti del Nord,
che volano per gioco, per amore
e per raggiungere, se mai fosse possibile,
gli ultimi bagliori della sera, lassù,
quasi in cielo.
