De Bestiarum Naturis 989 – il Dorso
Queste grandi bestie
persero col tempo ogni loro natura
che non fosse destinata
a una gigantesca e mortale fatica,
a uno sforzo continuo e insensato,
disperatamente inutile.
Nei milioni di anni persero infatti
la coda, i fianchi, il ventre
e quasi del tutto gli arti;
dopo di che persero anche il capo,
con tutte le percezioni che lì avevano sede,
e gli appetiti e il sesso,
che divenne uno sgocciolio trascinato.
Soltanto le corna al garrese
segnano il Dorso.
Nessuno conosce la ragione
di tanta immobile fatica,
o lo scopo di un così testardo lavorio:
spingere o tirare pesi immensi e inamovibili,
sudare sotto il sole e, col gelo, morire
di un freddo ancor più immobile e testardo.
Spingere, trascinare, riordinare, ammassare…
Li potere vedere laggiù,
tutti insieme, tutti in gruppo,
senza mai smettere,
come uomini…
