De Bestiarum Naturis 920 – la Mors

 

Ecco una bestia inutile.

Crudele, fin che volete, stupida forse,

ma assolutamente inutile.

Veloce come il fulmine

o lenta come un lombrico,

passa tra le gambe di tutti, entra nei corpi urlanti,

si annida negli occhi o nella schiena

e, prima di fuggire, li distrugge.

Eppure, tutto poi rinasce.

E se non rinasce uguale,

rinasce comunque in altro modo,

rinasce diverso.

Ed è forse proprio per questo,

a voler essere generosi,

che la Mors potrebbe essere perdonata:

dopo di lei, infatti, tutto ridiventa bello.