De Bestiarum Naturis 881 – i Monoramidi
Abstract da
Aa. Vv., I Monoramidi e la spazialità devolutiva,
Milano 2057:
Il problema di biologia immaginaria che
riguarda gli animali con apparato oculare unifocale,
i cosiddetti Monoramidi,
è difficilmente districabile,
se restiamo fermi a considerare
la sola morfologia delle singole specie
o anche la loro specifica etologia.
Va prioritariamente considerata, invece,
il rapporto tra le visioni monodimensionali
delle tre principali specie di Monoramidi:
i Ciclopi, i Monocoli e i Monottici.
Vi è, infatti, una decrescente capacità
di percezione spaziale tra le specie.
I Ciclopi,
come testimoniato fin dall’antichità,
hanno una visione tridimensionale assolutamente
paragonabile a quella avicolo-umana
e in nulla essi si sentono mancanti.
I Monocoli,
come ci si può ragionevolmente aspettare,
hanno invece una visione bidimensionale
con scarsa o nulla percezione della profondità;
una tale semplificazione visiva
ha influenzato la loro mentalità di specie
tanto che è noto il motto
beàti in čekòrum tèrra monòkuli.
I Monottici, infine,
caso particolarissimo
(e ancora parzialmente incognito),
hanno una visione unidimensionale,
cioè, una visione puntiforme
che permette loro di vedere il mondo
esclusivamente come una lunga fila
di cose che si escludono a vicenda,
annullando di fatto la memoria relazionale
e la capacità conversativa.
La propria risposta agli stimoli percettivi
si concentra così in reazioni puntiformi,
emotive, sincroniche e, dunque
- nella maggior parte dei casi -
polarizzate e violente.
