De Bestiarum Naturis 838 – il Tragulo Fortissimo
Dopo aver compiuto la missione,
i B-52 volarono via alti e in controluce,
per evitare il fuoco improbabile della contraerea.
Il mitragliere di coda guardò in basso:
la foresta era avvolta in un rogo immenso
e immaginò di sentire le urla dei nemici tra le fiamme.
In quell’inferno nessuno poteva sopravvivere,
nemmeno quelli nascosti nelle gallerie
o accovacciati tra i grandi alberi, vicino alle trappole.
Quel calore avrebbe loro bollito il sangue,
insieme all’acqua marrone delle pozze.
In quell’inferno dantesco nessuno poteva sopravvivere.
L’animale sentì i boati abbattere gli alberi,
e la gola gli divenne acida, come fosse di ferro.
Sentì le gocce di fuoco sul corpo
e vide l’acqua sparire senza un fiato.
Eppure, in mezzo a quell’apocalisse
di umani che bruciavano e di mondo che spariva,
tra quei rumori innaturali e gli odori di morte,
quella volta, per chissà quale fortuna,
il Tragulo non morì.
