De Bestiarum Naturis 693 – il Mostro d’Acqua di Matilde
Tra tutti i Mostri d’Acqua,
la cui natura è quella di evaporare troppo presto,
e cioè prima che lo studioso possa
fare i dovuti rilievi e capire ciò che va capito,
quello di Matilde, per irripetibili circostanze,
rimase visibile per un’intera giornata.
Il sottoscritto, quindi, ebbe il tempo di chiamare
il Pronto Intervento Immaginario
dell’Istituto per le Scienze Parallele
e ciò permise di ottenerne alcuni rarissimi scatti
e, soprattutto, di studiarne:
- gli Idrocorni distribuiti su tutto il corpo (A);
- il Capo Tondo nel tronco medio (B)
- con due Globi Vacuo-oculari (b);
- le Pseudo-braccia chelate (C);
- il Sistema Locomotorio quasi-granchiale (D), basato su
- Peduncoli idrocorni (E) con strutture ad arco rovesciato (F):
- la Bocca protusa e traforata (G);
- i Sensori da Caccia proboscidati (H)
che circondano l’Encefalo Medenico (L);
- le tre zone dell’Idrosoma, perfettamente integrate (I).
