De Bestiarum Naturis 531 – il Pendolo
Un’antica leggenda,
che sto inventando in questo momento
ma che pare fosse già presente
nei testi di quel Petersin di cui si disse altrove,
racconta di un Grande Pinguino
- probabilmente un Kairuku estinto –
che, ondeggiando sulle zampe,
impartiva il ritmo vitale all’intero pianeta.
Grazie a questa danza al centro del Polo Sud,
egli, infatti, dava inizio alle migrazioni del krill
e delle correnti oceaniche profonde;
agli spostamenti dei Pinguini e delle Orche,
alle migrazioni degli uccelli di mare e, via così,
fino alla regolazione dei cicli stagionali e umani.
Il lento degrado del segnale del Pendolo,
il suo arrivo in forme sempre più deboli e frammentate,
ha spinto diversi esploratori
a organizzare spedizioni scientifiche,
specialmente nell’area Amundsen-Scott.
Qui, però, con grande sorpresa
e nonostante disagi inenarrabili
e molte complicazioni di viaggio,
non hanno trovato alcuna traccia
del Pendolo gigantesco.
Eppure, ciò non è per nulla strano,
non capisco come abbiano continuato a stupirsene,
anche dopo essere tornati da quei luoghi inospitali:
prima di partire,
avrebbero dovuto chiedere a me.
