De Bestiarum Naturis 417 – la Re di Sassonia 

C’erano una volta i Mesasauri, gli Iguanodonti

o i Triceratopi, che non possiamo ricordare.

C’erano i Mammut e le Tigri dai Denti a Sciabola,

che ancora ci spaventano…

E poi, poi c’erano…

i cerchi di pietra dei Neanderthal,

i lunghi passi degli Erectus,

i Denisova estremi, i piccoli Naledi

e le armi e le poesie del Sapiens,

 l’alieno infestante.

E, con lui, le città murate, i campi di grano,

le mandrie tenute coi cani.

Ci furono gli dèi, le guerre e i grandi imperi.

E ci fu il Re di Sassonia,

di cui nessuno sa più nulla

perché, per la fortuna di tutti,

non ha mai condotto battaglie

e, per la sfortuna sua, non ha avuto figli.

Eppure, questa giovane Paradisea

ne conserva il ricordo,

nonostante le penne cefaliche siano ancora coì corte.

Negli esemplari più anziani, infatti,

quelli che ricordano cose molto più lontane

e molto più profonde,

quelle penne mnemoniche

si allungano spesso

di chilometri e chilometri.