De Bestiarum Naturis 390 – gli Uccelli di Guerra
Sotto una copertura di fogliame
che a stento li riparava dai droni-spia,
i cinque soldati finirono di puntare
verso la campagna il grande cannone verde
e, in pochi secondi, lo armarono.
Il caposquadra parlò alla radio un’ultima volta
e ordinò il fuoco.
Il tuono dello sparo,
prima ancora di allarmare il nemico,
spaventò gli uccelli del bosco,
che s’alzarono in volo in una fitta nuvolaglia
di urla acutissime e strida non umane.
i soldati si guardarono:
nonostante fossero in guerra ormai da anni,
nessuno di loro si era ancora abituato
a quell’improvviso urlo infernale
che, sembrerà strano,
era per loro ancor più spaventoso
dell’artiglieria nemica.
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Per comprendere gli Uccelli di Guerra
come variante tragica dei Concordia,
si veda il DBN 198 gli Pterotteri di Cavalieri,
il DBN 735 l’Idra Sparata e gli Animali Volanti
e il DBN 878 il Capino.
