De Bestiarum Naturis 335 – il Furetto Musocorto
Perfino l’austero Emiliano da Rapallo
(De Bestiis et Animis, Cod. Anx. Virt. - XIII sec.),
seguito anche in questo dai suoi discepoli,
Invernizio da Bollate e Carpogno da Bari
(Nomine Nominatum Carmina)
ha ironizzato sul nome dato a questo animale.
Eppure, nonostante questi pareri autorevoli,
tale nome è sopravvissuto nel tempo,
come se l’attributore avesse dato importanza
a un difetto minore
(il muso accorciato)
e non avesse visto i tratti maggiori:
la sparizione degli arti posteriori (o retrostanti)
il bipedismo forzato
la coda allungata per riequilibrio
la corsa goffa e inefficiente
i disegni con lo sterco
le grida notturne
la totale assenza di artigli…
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“mai fidarsi dei nomi”, disse.
“I nomi vanno inventati volta per volta!”
