De Bestiarum Naturis 328 – il Passeggero

Perfino il saggio Fisiologo

rimase dubbioso quando,

in un pomeriggio di primavera,

 nelle campagne francesi del Cantal, che tanto amava,

vide i Passeggeri volare intorno all’aia,

a caccia di insetti.

Il dubbio lo assalì quando ne vide uno

che, stanco, si fermò sul tetto della fattoria.

Da fermo, il corpo del Passeggero

perdeva senso e forma.

Pensò il Fisiologo:

“Non solo il frontale e il posteriore,

ma l’animale intero ha senso

solo quando agisce,

essendo da fermo muto e sciocco.

 

Se così funziona per le bestie,

lo stesso varrà anche per le parole,

che sono loro specchio,

e per le idee,

che si nutrono di parole?”