De Bestiarum Naturis 324 – il Geranio
Finge il Geranio una bella scrittura
di Aristocrate Severo, suo garante:
“Mio Signore,
mutami in animale mite
come quelli che abitano le foreste nutrendosi di foglie
che si muovono con grazia ed eleganza,
che provocano apnea a guardarli,
silenziosi e gentili;
e che una belva mi sbrani e si sazi
e, sazia di me, non nuocia ai miei simili.”
L’ibrido tripodico in figura, dunque,
pur arricchito di una folta coda equina
e di altre piccole attribuzioni,
non dev’essere visto come stramberia e gioco di somme
ma piuttosto come artistica generosità radicale,
ossia vita per altri.
