De Bestiarum Naturis 248 – il General Invitto

Dall’alto del suo ramo,

l’Invitto controlla ogni movimento.

Dalle sue mosse dipende la vita

di alcuni e la morte di tutti gli altri.

Dona quella come un regalo,

toglie questa fingendo incertezza o pena,

come se obbedisse a ordini superiori.

Ma lì, sopra quel ramo,

il superiore è lui

e nessuno ne incrocia lo sguardo.

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Cantano i sopravvissuti,

quando ce ne sono:

 

Guarda da sopra l’Invitto Generale

a tutti i soldati facendo il funerale.

Sorride gridando fuoco! ai suoi cannoni,

ma quelli che muoion ci son commilitoni.

Se avanza troppo lento, bombarda a tutto spiano

ché cancellare il mondo è il nostro grande piano.

Così rimane il fumo, la morte e la trincea;

qui ci butta tutti, in questa gran canea.

Ci guarda morire di fucile oppur di drone

e nessuno gli dice ch’è proprio un gran bastardo.

La rima l’ho perduta, perché un altro fante

m’ha tolto la parola giusta, e concordante.