De Bestiarum Naturis 157 – l’Animale Asimmetrico
Per moltissimo tempo,
e senza contare le preferenze sui colori,
le cose sono state considerate belle
(e vere, e giuste)
solo perché simmetriche.
E ciò vale anche per gli animali.
La testa in mezzo, sull’asse,
gli arti di destra uguali a quelli di sinistra,
le corna o le antenne una per parte,
e, per i fiori o le meduse, la simmetria radiale.
Famoso l’uovo di Piero o l’arco di Filippo!
Ma gli alberi?
Sono innegabilmente bellissimi,
eppure, nessuno di essi
è davvero simmetrico o regolare.
Perfino gli studi meravigliosi
di Leonardo, Klee e Munari
hanno mai trovato la loro simmetria,
trovando invece la varietà e il molteplice.
Che dire poi delle formazioni a cuneo delle oche?
Sono davvero geometrie regolari o non, invece,
figure approssimative, fragili e imperfette?
E l’uomo? La donna?
Nessuno è perfetto, si dice,
e si intende che
nessuno è uguale all’altra metà di sé stesso.
Per questo motivo,
quando gli scienziati scoprirono l’Asimmetrico
finalmente intuirono l’esistenza
di tutte le altre bellezze.
