De Bestiarum Naturis 141 – i Tre Mostri Marini del sig. Meares

Il primo Mostro faceva paura per l’aspetto enorme

e per le zanne gigantesche

con le quali ha morso lo scafo;

per fortuna era lento, stanco, forse vecchio, e non nuotava bene.

E così, deviando dalla nostra rotta,

ci siamo allontanati in fretta dalle sue urla da oltretomba.

Del secondo Mostro ci siamo accorti troppo tardi,

quando era già sotto la chiglia.

Lo abbiamo notato solo per l’odore immondo che emanava

da quei grandi pori sulla sua pelle da vitello:

avrebbe sicuramente avvelenato l’intera nave,

se non lo avessimo speronato

e tenuto a forza sott’acqua per più di un’ora,

 fino a quando non ha più provato a riemergere.

Il Mostro più pericoloso è stato però il terzo,

che è sbucato dal profondo del mare,

emergendo quasi in verticale dal buio

e dando un tale colpo alla chiglia

che la nave ha tremato come scossa da una bomba.

 Immediatamente, il Capitano ha gridato di correre alle armi

e di tappare la falla, da cui imbarcavamo fiumi di acqua gelida.

Non è servito a nulla, lo so.

Dopo appena altri due o tre assalti, la nave era già immobile

e completamente inclinata, lo so,

ma questo non ti dà il diritto di darmi del bugiardo.

Li ho visti, erano tre e mi hanno ucciso.